NATURA MORTA DEL XVII E XVIII SECOLO

NATURA MORTA DEL XVII E XVIII SECOLO

Autore: Dotti Davide
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: Silvana Editoriale S.p.A., Milano

Il catalogo presenta per la prima volta l’intero gruppo di diinti di natura morta del XVII e XVIII secolo appartenenti alle collezioni dell’Accademia Carrara di Bergamo. Si tratta di un importante patrimonio di tretanove opere a olio su tela, tavola e rame, prevalentemente di artisti italiani: si spazia dalle celebri composizioni di strumenti musicali di Evaristo Baschenis e di Bartolomeo Bettera alle mense con gustosi cibi del Maestro SB e di Francesco Codino; dagli eleganti bouquet floreali di Adeodato Zuccati e Francesco Mantovano alle rusticher scene con animali da cortile di Angelo Maria Crivelli e di Giovanni Agostino Cassana. Non manccano gli esempi della produzione matura del piacentino Felice Boselli, che amò dipingere cruenti interni di macelleria, e del nobile bresciano Giorgio Duranti, specialista nel ritrarre con epidermico realismo uccelli di palude e rapaci.
Lo studio dei dipinti ha rivelato che il principale nucleo di nature morte del museo bergamasco proviene per lo più dalle raccolte storiche del conte Giacomo Carrara (1796) e del conte Giovanni Marenzi (1921), ma anche dalle donazioni più recenti di Mario Frizzono (1966) e Anna Maria Locatelli Moroni (1982). Una constatazione che consente di comprendere le scelte e il gusto collezionistico dei vari benefattori che hanno contribuito alla formazione del significativo gruppo di still life, soggetto tra i più affascinanti della storia dell’arte italiana, interpretato durante i secoli da numerosi artisti che seppero conferire alla natura quello splendore e quella vitalità che ancora oggi stupiscono e seducono lo spettatore.